La c.d. Cessione del Quinto viene introdotta nell'ordinamento giuridico italiano attraverso il D.P.R. 5 Gennaio 1950, n.180 in materia di "Sequestro, Pignoramento e Cessione degli Stipendi, Salari e Pensioni", avendo come obiettivo principale quello di consentire a categorie di lavoratori ben definite di accedere ad una forma di finanziamento semplice e conveniente.
Ad oggi, a seguito anche di variazioni intervenute nella normativa citata, la Cessione del Quinto è divenuta uno strumento finanziario molto diffuso in relazione al quale però ancora molti dubbi si annidano.
Principalmente occorre chiarire Chi sono i soggetti autorizzati dalla legge ad emettere un prestito contro Cessione del Quinto dello Stipendio (ometteremo le consuete considerazioni circa la possibilità di erogare un importo totale la cui rata moltiplicata per il periodo di ammortamento non potrà mai essere superiore al 20% dello stipendio netto in busta paga).
Il D.P.R. 180/50 individua i soggetti autorizzati ad erogare il prestito all'articolo 15, dove recita: «Sono ammessi a concedere prestiti agli impiegati e salariati dello Stato ed ai personali di cui agli articoli 9 e 10, verso cessione di quote di stipendio o salario, soltanto gli istituti di credito e di previdenza costituiti fra impiegati e salariati delle pubbliche amministrazioni, l'Istituto nazionale delle assicurazioni, le società di assicurazione legalmente esercenti, gli istituti e le società esercenti il credito escluse quelle costituite in nome collettivo e in accomandita semplice, le casse di risparmio ed i monti di credito su pegno». Tale previsione deve essere letta alla luce della disciplina di settore prevista dal Decreto Legislativo n. 385 del 1993 (Testo Unico delle Leggi Bancarie - T.U.L.B. o T.U.B.) che identifica nelle banche e negli intermediari finanziari iscritti presso apposito elenco dell'Ufficio Italiano Cambi (U.I.C.) gli unici soggetti abilitati ad erogare finanziamenti sotto ogni forma. Dal 1 gennaio 2008 l’Ufficio Italiano dei Cambi è soppresso e le sue funzioni sono esercitate dalla Banca d’Italia, che succede in tutti i diritti e rapporti giuridici di cui l’UIC è titolare (D.lgs. 21/11/2007 n. 231). L’attività di prevenzione e contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo internazionale verrà svolta, in piena autonomia e indipendenza, dall’Unità di Informazione Finanziaria istituita presso la Banca d'Italia. Le altre funzioni istituzionali dell’Ufficio saranno svolte dalle corrispondenti strutture della Banca d’Italia e le relative informazioni saranno disponibili nelle sezioni del sito stesso che trattano le rispettive materie.
Di fatto una persona che desidera contrarre un prestito con Cessione del Quinto di Stipendio, dovrà rivolgersi a una società di Mediazione Creditizia iscritta all'apposito Albo tenuto dalla Banca d'Italia. Compito del Mediatore Creditizio sarà quello di fare da interfaccia tra il cliente e le Banche o le Società di Intermediazione Finanziaria di cui sopra. Il compenso del mediatore creditizio viene pagato da queste ultime. E' fatto espresso divieto al mediatore creditizio di chiedere compensi in denaro al cedente.
Proprio in relazione a ques'ultimo punto è opportuno far notare che molto spesso si sentono storie in cui solo per "l'istruttoria" o la "consulenza" vengano richiesti compensi a volte anche abbastanza onerosi per il cliente.
E' bene ribadire che l'operazione di finanziamento contro Cessione del Quinto non determina nessun costo direttamente imputabile al Cliente finale. Sarà il soggetto finanziatore ad erogare un compenso sotto forma di provvigione al Mediaotore Creditizio.
Nel prossimo articolo parleremo di "COME" ottenere un finanziamento contro Cessione del Quinto, avendo come sempre l'obiettivo di aiutare chi decide di ricorrere a questo strumento finanziario.
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